Tej: Tutto quello che c’è da sapere sulla bevanda dei re etiopi

Il Tej, spesso chiamato la “bevanda dei re”, è un tradizionale vino di miele etiope che da secoli è parte centrale dell’identità culturale del Paese. Profondamente radicato nel patrimonio etiope, è molto più di una semplice bevanda alcolica: il Tej è un importante simbolo di ospitalità, status sociale e celebrazione.

In quanto bevanda nazionale dell’Etiopia, il Tej viene prodotto fermentando una miscela di miele e acqua con il gesho (Rhamnus prinoides), una pianta autoctona utilizzata come agente naturale di amaro e fermentazione. A seconda delle tradizioni regionali o familiari, può essere arricchito anche con spezie locali che aggiungono ulteriori strati di sapore. Sebbene il Tej sia tecnicamente un tipo di idromele, il suo metodo di preparazione unico e il suo profondo significato culturale lo rendono distintamente etiope.

Tej Glass

Il Tej è composto da una combinazione semplice ma culturalmente significativa di ingredienti:

  • Miele
  • Acqua
  • Gesho (Rhamnus prinoides)
  • Spezie opzionali (a seconda della tradizione o delle preferenze familiari)

La miscela viene fermentata nel tempo, producendo una bevanda naturalmente alcolica con intensità e sapore variabili. Tradizionalmente, il Tej viene preparato nelle case o nelle tej house attraverso metodi di fermentazione naturale, spesso in giare di terracotta o contenitori tradizionali.

Il Tej era originariamente riservato alla nobiltà

In passato, il Tej non era una bevanda che chiunque potesse produrre liberamente. Secondo un uomo di 87 anni, il signor Welde Maryam, ai tempi dell’imperatore Menelik II e anche prima, e per un certo periodo durante il regno della regina Zewditu, il Tej poteva essere preparato solo all’interno del palazzo reale. Egli spiegava che la produzione del Tej era un privilegio riservato esclusivamente alla famiglia reale e che nessun cittadino comune poteva produrlo senza un permesso speciale. Solo nobili di alto rango come i Ras e i Dejazmach (governatori e generali) potevano ottenerlo, e anche in quel caso solo per occasioni speciali come matrimoni, banchetti o cerimonie importanti.

Le persone della classe media potevano talvolta ottenere il permesso, ma solo per eventi rari e significativi come i matrimoni. Chi veniva scoperto a produrre Tej senza autorizzazione governativa rischiava pesanti multe e lunghe pene detentive. Nonostante queste severe restrizioni, la produzione clandestina continuò, e verso la fine del regno di Menelik la sua diffusione illegale a fini commerciali divenne sempre più comune, spesso in modo discreto.

Diverse testimonianze di anziani offrono opinioni differenti sul periodo esatto di queste restrizioni: alcuni affermano che terminarono prima di Menelik II, altri ritengono che siano proseguite durante il suo regno. Tuttavia, la maggior parte concorda sul fatto che tradizione e consuetudine scoraggiassero fortemente la produzione del Tej da parte della popolazione comune. Questa restrizione viene generalmente spiegata per due motivi principali: da un lato il Tej era simbolo di alto status sociale ed era associato alla nobiltà e alla famiglia reale; dall’altro, controllarne la produzione garantiva una fornitura stabile di miele, essenziale per i banchetti reali e le celebrazioni militari.

Significato sociale e culturale

Sebbene non esista una data precisa sulla fine completa di queste restrizioni, si ritiene generalmente che dopo il 1920 circa il Tej abbia iniziato a essere prodotto e venduto liberamente sia per uso commerciale che domestico. Tuttavia, il suo significato culturale è rimasto forte. Oggi, come in passato, il Tej è strettamente associato a cerimonie tradizionali, matrimoni e famiglie che mantengono forti valori culturali. È particolarmente diffuso nei ristoranti tradizionali e nelle tej house, dove è considerato una delle bevande più prestigiose dell’Etiopia. La sua presenza è spesso legata a ricchezza, ospitalità e alto status sociale, rendendolo non solo una bevanda ma un vero simbolo culturale.

Consumo moderno

Nell’Etiopia contemporanea, il Tej è ampiamente disponibile e può essere preparato o acquistato da chiunque, indipendentemente dallo status sociale. Viene comunemente servito nelle case, nei ristoranti tradizionali e nelle tej house, sia nelle aree rurali che urbane. Sebbene esistano metodi di produzione moderni, molte persone preferiscono ancora il Tej tradizionale per il suo legame culturale più forte e il suo gusto distintivo. Continua a svolgere un ruolo importante nelle riunioni sociali, nelle celebrazioni e nelle esperienze culturali, soprattutto per i visitatori che desiderano conoscere il patrimonio etiope.

Etichetta tradizionale

Il Tej è stato anche circondato da credenze e usanze sociali di lunga data. Un anziano una volta descrisse i suoi presunti benefici affermando: “Il Tej purifica il sangue, abbellisce l’aspetto e dona forza”. Per queste credenze, in passato molte persone, soprattutto i nobili, bevevano Tej regolarmente durante il giorno, spesso accompagnandolo con cibi salati come carne salata per aumentare la sete e consumarne di più.

Esistevano inoltre importanti norme sociali legate al consumo del Tej. Tradizionalmente, alle donne non era permesso bere Tej in pubblico, principalmente per evitare episodi di ubriachezza e mantenere le aspettative sociali. Inoltre, l’etichetta tradizionale prevedeva che, quando il Tej veniva servito a un ospite, il padrone di casa ne versasse prima una piccola quantità sulla propria mano e lo assaggiasse prima di offrirlo, come segno di rispetto e fiducia.

Fonti: Saggio di Eshete Tadesse (1958)